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Livio Marinelli a Venezia: “La vittoria è una conseguenza del proprio impegno e non il fine”

Giovedì 20 febbraio la sezione di Venezia ha accolto con grande entusiasmo l’arbitro CAN A Livio Marinelli di Tivoli, nel consueto appuntamento annuale con l’ospite nazionale.

A dare il via alla riunione l’abituale introduzione del presidente Michele Gottardi, che ha voluto soffermarsi sull’ennesimo episodio di violenza che ha coinvolto un giovane arbitro padovano, consumatosi il week-end precedente a Cona (in provincia di Venezia) in una gara di U17: “Al suo posto avrebbe potuto esserci uno di voi, episodio inammissibile, lo sport e la violenza sono agli antipodi”.

Successivamente, ha preso la parola Livio Marinelli, che attraverso un’interessante presentazione, ha raccontato la sua storia e in particolare il suo esordio in CAN B, un anno tutt’altro che semplice: “bisogna sfruttare la competenze e l’esperienza di chi ne ha più di noi, chiedere aiuto e confrontarsi non è segno di debolezza ma, al contrario, di grande maturità”. E ancora “a volte una prestazione negativa non è un problema meramente tecnico, può venire a mancare la fiducia, la serenità e l’equilibrio mentale”.

Durante tutta la durata dell’incontro, Marinelli ha offerto ai fischietti veneziani numerosi spunti di riflessione e consigli pratici da attuare nella quotidianità della vita arbitrale: “È fondamentale capire innanzitutto qual è il nostro obiettivo, dove dirigere la bussola, bisogna dimenticare ciò che non ci è utile e vivere nel presente”. E ha proseguito: “per uscire dal momento di difficoltà ho rivisto le gare concentrandomi sui particolari e sugli errori, ho poi analizzato le gare in cui avevo fatto ottime prestazioni e avevo un eccellente approccio comportamentale”. 

Nella parte finale dell’incontro, Marinelli ha voluto concludere con un ultimo suggerimento: “L’errore più comune che può fare un arbitro è quello di entrare in campo pensando troppo a come comportarsi per compiacere l’osservatore, invece bisogna avere come obiettivo di fare bene quella gara, senza avere aspettative sul breve o lungo termine”.

Il raduno si è poi concluso con i ringraziamenti e la consegna di alcuni omaggi simbolici al collega Marinelli.